Che cos’è la cessione del credito?

La cessione del credito è una delle novità introdotte dal DL Rilancio 2020.

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Prima del 1 gennaio 2020, si potevano portare in detrazione dalle tasse future le spese sostenute per ristrutturare o riqualificare energeticamente della casa e in alcuni casi specifici dell’azienda
Un caso tipo sarebbe stato la ristrutturazione dell’immobile, spendendo 10.000 €, così da avere diritto a 5.000 € da scalare dalle tasse future in 10 anni.
Questo sopra esposto rimane tutt’ora un sistema utilizzabile.
L’alternativa introdotta è quella di poter cedere il credito ad un istituto, sia esso una banca, poste o un’assicurazione, ottenendo subito i soldi.
Il denaro ottenuto dalla cessione sarà sicuramente inferiore al valore totale del credito ceduto, in quanto la banca o altro ente, dovrà trattenere un utile dalla procedura. In linea di massima la trattenuta potrebbe avere un valore sul totale tra il 10% e il 20%
La scelta di cedere totalmente il proprio credito ad un istituto ha senso compiuto per coloro che pagano poche tasse IRPEF.

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Quali sono i bonus che rientrano nella procedura di cessione?

Il Superbonus è quello di principale interesse per questa procedura, però l’articolo 121 c. 2 del Decreto Rilancio elenca altri interventi che possono beneficiare dello sconto in fattura e della cessione del credito, che andremo qui sotto ad elencare:

  • recupero del patrimonio edilizio di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettere a) e b), del testo unico (bonus ristrutturazioni o casa);
  • efficienza energetica di cui all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90 e di cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 119 (Ecobonus 65 e 50%);
  • adozione di misure antisismiche di cui all’articolo 16, commi da 1-bis a 1-septies del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, e di cui al comma 4 dell’articolo 119 (Sismabonus);
  • recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, ivi inclusi di interventi di sola pulitura o tinteggiatura esterna, di cui all’articolo 1, comma 219, della legge 27 dicembre 2019, n. 160;
  • installazione di impianti fotovoltaici di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettera h) del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ivi compresi gli interventi di cui ai commi 5 e 6 dell’articolo 119 del presente decreto;
  • installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici di cui all’articolo 16-ter del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, e di cui al comma 8 dell’articolo 119;

Le esclusioni invece riguardano il bonus mobili e il bonus verde, che potranno essere solo portarli in detrazione in 10 anni.

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A chi e come cedere il credito

Per avviare la procedura di cessione del credito bisogna prima di tutto individuare un istituto preposto (banca, assicurazione o poste Italiane) e valutare con attenzione sia l’aspetto economico che quello burocratico, che prevale sul primo, visto che se troppo complesso o articolato, potrebbe inficiare sull’ottenimento del credito da cedere. Un’alternativa, per poter avere maggiori tutele sul buon esito della richiesta, è gestire la pratica attraverso un intermediario e chiuderlo a cessione avvenuta.

Visto che gli investimenti fatti per ottenere i bonus spesso hanno un valore economico importante, in alcune situazioni e con alcuni istituti, vi è la possibilità di richiedere un prestito ponte, ovvero un finanziamento che terminerà una volta che verranno restituiti i soldi della cessione da parte della banca.

Attenzione, il pagamento delle spese deve essere effettuato mediante bonifico parlante dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita IVA, oppure il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato, solo nel caso si porti in detrazione la somma. Non occorre se si optasse per lo sconto in fattura o la cessione del credito (circolare 24/E Ade). In questo caso è sufficiente il bonifico standard.

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Documenti da produrre

I documenti da produrre e caricare dipendono dalle banche e dagli intermediari.
Alcune banche hanno procedure estremamente rigide (spesso si affidano a società esterne per il controllo dei documenti: Deloitte, EY ecc..) e chiedono fatture, ricevute, contratti, asseverazioni (regolarità urbanistica, ricevute IMU) e contabilità, mentre altri istituti sono più flessibili e permettono di avviare la procedura con un numero limitato di documenti.

Nel caso specifico del 110% viene richiesto anche un visto di conformità da parte di un commercialista o di un CAF.

Caricati i documenti sarà necessario attendere la verifica e l’accettazione della banca, poste o assicurazione, che verrà confermata a mezzo email, dove (dato importantissimo) verrà riportato il limite temporale di validità della delibera.

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Comunicazione all’agenzia delle entrate

Entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese, dovrà essere comunicata all’Agenzia delle Entrate la volontà di cedere il credito maturato all’intermediario.

Se alla fine dell’anno solare i lavori non fossero stati ancora terminati, sarà necessario redigere uno Stato di avanzamento dei lavori che riepiloghi tutte le spese sostenute in quell’anno, presentando la comunicazione entro il 16 marzo dell’anno successivo.
Le comunicazioni possono essere effettuate direttamente dal beneficiario della detrazione (tramite il proprio cassetto fiscale, usando le credenziali SPID o Fisconline). Entro 5 giorni dall’invio della comunicazione l’Agenzia delle Entrate (a mezzo email) rilascerà ricevuta di presa in carico della richiesta. In alternativa, si può dare incarico a un intermediario abilitato di cui all’articolo 3, comma 3, del d.P.R. n. 322/98.

Se non venisse inviata la comunicazione entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese e con le modalità previste dall’Agenzia delle Entrate, la cessione diventerebbe inefficace.

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Eccezioni per il Super Bonus 110%

In riferimento ai soli interventi di cui ai commi 1, 2 e 3 del citato articolo 119 del Decreto Rilancio (interventi trainanti dell’Ecobonus al 110%), vi è l’obbligo per il professionista di inviare all’Enea le asseverazioni previste.
Questa comunicazione deve avvenire almeno 5 giorni lavorativi prima di quella da fare all’Agenzia delle Entrate.

L’Enea ( Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile) dovrà preliminarmente trasmette all’Agenzia delle Entrate queste asseverazioni. Sulla base dei dati ricevuti, l’Agenzia delle Entrate verificherà l’esistenza dell’asseverazione indicata nella comunicazione, pena il rifiuto della comunicazione stessa.

L’asseverazione, che dovrà precedere la comunicazione all’agenzia delle entrate, dovrà essere compilata online sul portale ENEA dedicato, per poi essere stampata, firmata in ogni pagina con il timbro nella pagina finale, digitalizzata e trasmessa all’ENEA insieme alla polizza di assicurazione e copia del documento di riconoscimento (art. 3 comma 1 Decreto asseverazioni MiSE).

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Eccezioni per Ecobonus 50% e 65%

Aderendo agli ecobonus 65% e 50% (bonus caldaia, bonus infissi, bonus domotica, bonus scaldacqua a pompa di calore, ecc.), entro 90 giorni dalla fine dei lavori o collaudo, sarà necessario comunicare all’Enea il rispetto dei requisiti di legge e la cifra sostenuta.

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Chiusura della procedura di cessione del credito

Con il corretto esito documentale, i crediti ceduti appariranno sul cassetto fiscale del cessionario (banca, poste ecc.) a partire dal 10 giorno del mese successivo alla comunicazione (anche il cedente potrà constatare l’avvenuto passaggio sul suo cassetto) così l’istituto potrà accettare la cessione.

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Nota. L’istituto avrà la facoltà di utilizzare i crediti acquisiti per la compensazione sulle tasse future, oppure cederli ulteriormente ad altri soggetti, tramite la stessa procedura.

Inoltre, secondo il documento dell’Agenzia delle Entrate Prot. n. 283847/2020, la cessione può essere esercitata in relazione a ciascuno stato di avanzamento dei lavori SAL. Per gli interventi relativi al Superbonus, gli stati di avanzamento dei lavori non possono essere più di due per ciascun intervento complessivo e ciascuno stato di avanzamento deve riferirsi ad almeno il 30 per cento del medesimo intervento.
Si potranno richiede le somme parziali una volta raggiunto il 30% il 60% dei lavori.

Sui bonus fiscali differenti dal 110% non è stato posto alcun limite ai SAL, quindi, per ogni fattura si può inviare una comunicazione (l’agenzia delle Entrate ha previsto un massimo di 9 SAL).
Per l’accredito dei soldi sul conto, sarà necessario attendere il tempo che intercorre tra quando l’istituto accetta il credito e quando trasferirà il danaro sul conto dipende dall’intermediario stesso, che nella norma è di 5 giorni lavorativi.

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