Diagnosi energetica.
Come sapere se e dove sprechi energia?

La diagnosi energetica, o audit energetico, è un obbligo per tutte le grandi “imprese energivore” ed una grande opportunità di risparmio per ogni impresa. È uno strumento di analisi che permette di capire come viene consumata l’energia e quali sono le aree di intervento per migliorarne l’utilizzo.

Un audit energetico è il primo step di qualunque iniziativa di efficientamento energetico.

Grazie all’audit si redige il profilo di consumo energetico di un edificio o di un gruppo di edifici, di una attività, di un impianto industriale o commerciale o di servizi pubblici o privati, che permette di individuare e quantificare le opportunità di risparmio energetico sotto il profilo costi-benefici e a rife­rire in merito ai risultati.

La diagnosi energetica è un investimento che “accende la luce” sull’andamento dei consumi e costruisce le basi (procedurali, informatiche, tecniche) per un corretto approccio alla riqualificazione energetica dell’impresa.

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Audit energetico definizione

La diagnosi energetica industriale (audit) è definita dal D.lgs 141/2016 che attua la direttiva 2012/27/UE come “una procedura sistematica finalizzata a ottenere un’adeguata conoscenza del profilo di consumo energetico di un impianto industriale o commerciale o di servizi pubblici o privati, a individuare e quantificare le opportunità di risparmio energetico sotto il profilo costi – benefici e a riferire in merito ai risultati”.

Questa procedura, come chiarisce il Ministero per lo Sviluppo Economico, prevede la messa a punto di una struttura energetica aziendale” che attraverso un piano strutturato su più livelli, fotografi in modo chiaro ed esaustivo la realtà energetica dell’impresa.

Grazie alla diagnosi energetica degli impianti è possibile creare dei piani di intervento con relativa fattibilità tecnica per potenziare le attività di risparmio energetico di un’industria, migliorando l’ efficienza energetica degli impianti.

Obbligo diagnosi energetica

Quali sono le aziende obbligate a sottoporsi ad audit energetico?

Secondo quanto stabilito dal Decreto Legislativo 102/2014 alcune aziende, definite energivore, hanno l’obbligo di sottoporsi periodicamente a valutazioni sui consumi energetici.

Le categorie che secondo la norma rientrano in questo obbligo sono:

  1. Aziende energivore
  2. Grandi imprese

Aziende energivore

Le aziende definite energivore sono le imprese a forte consumo energetico iscritte all’apposito elenco annuale istituito presso la Cassa Conguaglio per il settore elettrico. Le aziende che rientrano nell’elenco sono obbligate all’esecuzione periodica dell’audit a prescindere dal numero di dipendenti e dal fatturato annuo.

Rientrano tra le aziende energivore:

  • le aziende con consumi annui di energia elettrica utilizzata per lo svolgimento delle proprie attività pari o superiore a 2.4 GWh (2.400.000 kWh)
  • le aziende per cui il rapporto tra energia elettrica utilizzata e fatturato annuo è pari o superiore al 2%
  • le aziende che hanno un codice ATECO prevalente riferito ad attività manifatturiera

Grandi imprese

Le grandi imprese sono quelle che occupano più di 250 persone e/o aventi fatturato annuo superiore a 50 milioni di euro e il cui bilancio totale annuo supera i 43 milioni di euro.

Le imprese, per essere sottoposte ad obbligo di diagnosi energetica, devono possedere questi requisiti nei due esercizi precedenti quello per cui si richiede l’audit.

Vengono definite grandi imprese tutte le aziende con almeno 250 dipendenti, a prescindere dal bilancio e dal fatturato e tutte le imprese che non sono qualificabili come PMI ai sensi del DM 18/04/2005.

Aziende esonerate

Alcune grandi aziende sono esonerate dall’obbligo di audit energetico. Rientrano tra queste:

  • le aziende dotate di un sistema di gestione ambientale EMAS (Eco Management and Audit Scheme) ovvero di un sistema volontario per imprese e organizzazioni che si impegnano a valutare, monitorare e migliorare la propria efficienza ambientale
  • le aziende che hanno un sistema di gestione energetica certificata ISO 5001
  • le aziende dotate di un sistema di gestione ambientale EN ISO 14001

Questi sistemi prevedono in ogni caso la redazione di una diagnosi energetica conforme al Dlgs 102/2014.

In cosa consiste la diagnosi energetica

L’audit energetico consiste nell’analizzare come l’impresa consuma energia e nel valutare gli interventi di riduzione dei consumi più idonei, ovvero in grado di migliorare il comfort, riducendo gli sprechi e le spese di gestione.

Un’opportunità per tutte le aziende che desiderano risparmiare, efficientare i processi, migliorare la propria immagine.

Le quattro fasi principali di cui si compone l’analisi energetica aziendale sono:

  1. Analisi preliminare dei consumi e dei dati relativi all’utilizzo dell’edificio (analisi delle bollette e dei contratti, delle schede tecniche degli impianti, analisi delle destinazioni d’uso dell’edificio, delle fonti energetiche, del meteo locale)
  2. Sopralluogo per rilevamento delle stratigrafie di pavimenti, muri, solai, tetti e pareti rivolte verso locali freddi, analisi dei serramenti installati e degli ombreggianti, analisi delle temperature e dei livelli di umidità presenti
  3. Elaborazione dei dati raccolti in modelli informatici e virtuali dell’edificio per la valutazione e il confronto dei consumi reali e stimati
  4. Ipotesi di intervento con le linee guida per l’efficientamento tra cui migliorare l’isolamento termico (tetto, cappotto esterno, …) migliorare la gestione energetica (posa pannelli solari, sistemi di cogenerazione, …). Ogni intervento deve essere corredato da stima dei costi di realizzazione, analisi delle possibili agevolazioni e stima del ROI (tempo di ritorno dell’investimento)

Chi può fare la diagnosi energetica?

La legge, dal 2016, prevede che solamente gli esperti certificati possano effettuare una diagnosi energetica valida.

Gli unici soggetti autorizzati a redigere gli audit energetici per imprese energivore e grandi imprese sono E.S.Co. (Energy Service Company), EGE (Esperti in Gestione dell’Energia) certificati secondo la Uni Cei 11339 da parte di organismi accreditati, e Auditor energetici (Ae) certificati secondo la norma tecnica Uni Cei En 162475:2015.

L’Energy Manager è la figura professionale che è responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia ed è obbligatorio per tutte le aziende che hanno un consumo energetico superiore a 10.000 Tep l’anno per il settore industriale o superiore a 1.000 Tep per terziario e pubblica amministrazione.

Secondo Accredia il settore dell’agricoltura è quello che conta il maggior numero di organizzazioni che si sono dotate di un energy manager certificato EGE, seguito da industria, terziario, pubblica amministrazione e trasporti.

Diagnosi energetica ENEA

L’ENEA (Dipartimento Unità Efficienza Energetica) è l’ente che svolge il ruolo di Agenzia Nazionale per l’Efficienza Energetica ed è il punto di riferimento in tema di efficienza energetica per pubblica amministrazione, cittadini, imprese e territorio. Spetta ad ENEA redigere annualmente le linee guida su metodologie e soluzioni per l’uso efficiente dell’energia, la riduzione dei consumi energetici e l’ottimizzazione dei processi.

Sul sito dell’ente è possibile trovare tutte le informazioni sugli obblighi di legge e inviare le diagnosi energetiche.

Sempre ad ENEA spetta il compito di controllo annuale, che viene effettuato su almeno il 3% delle diagnosi inviate e sulla totalità delle diagnosi effettuate da professionisti interni alle aziende, e l’eventuale redazione di sanzioni per le aziende inadempienti o difformi.

Costi e agevolazioni per diagnosi energetica e sanzioni per imprese inadempienti

La diagnosi energetica è un documento complesso che racchiude al suo interno dati e documenti relativi a infrastrutture e processi che incidono sui costi energetici.

Per redigere la diagnosi gli esperti in gestione dell’energia si avvalgono di metodi di calcolo e valori di riferimento del mercato, così da poter fornire al cliente una proposta commerciale fondata su basi comparative chiare e trasparenti.

Il costo dell’audit energetico non può quindi essere fisso ma varia in base alla dimensione dell’azienda e alla complessità del sito produttivo oggetto di analisi.

La diagnosi energetica può rappresentare una grande opportunità per tutte le aziende con infrastrutture inefficienti, di qualunque dimensione soprattutto alla luce delle agevolazioni fiscali previste dallo stato.

Le imprese italiane hanno diverse opportunità di accedere agli incentivi previsti per l’efficientamento energetico sia su base nazionale che regionale come, ad esempio i certificati bianchi, dei titoli negoziabili equivalenti ad 1 Tep (tonnellata equivalente di petrolio) ciascuno, assegnati alle imprese dal Gestore del Mercato Elettrico su indicazione del GSE.

Altra opportunità è il fondo Nazionale di Efficienza Energetica e, in Lombardia, il bando regionale per le PMI valido fino al 31 marzo 2022 che copre il 50% delle spese sostenute dalle imprese per la realizzazione della diagnosi energetica o il conseguimento della certificazione ISO 50001.

In caso di inottemperanza dei soggetti obbligati alla diagnosi energetica (grandi aziende ed aziende energivore), le sanzioni amministrative previste variano dai 4.000 ai 40.000 €.

Perché è importante la qualità dell’audit energetico?

Come conseguenza dell’introduzione, nel 2015, dell’obbligo di diagnosi energetica per grandi aziende e aziende energivore, è esponenzialmente cresciuto il numero di pratiche redatte e di conseguenza la competizione tra fornitori con la corsa al ribasso dei prezzi e l’abbassamento della qualità del servizio al cliente.

Tenendo conto che lo scopo dell’audit è quello di analizzare in modo approfondito i processi e le voci di consumo specifico per l’energia per massimizzare le potenzialità di efficientamento risulta evidente l’importanza di una diagnosi approfondita che individui i punti critici e i risultati generati dalle strategie messe in atto.

Avere risultati attendibili, puntuali e precisi permette di valutare fattibilità e convenienza degli interventi, oltre che aprire le porte agli incentivi, che sono correlati all’entità dell’investimento.

L’audit energetico è il primo passo verso un utilizzo consapevole ed ottimale, in grado di trasformarsi da spesa fissa a fonte di guadagno.Scopri subito quanto costa l’energia per la tua azienda.

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